Affinità: Nel deserto, l’inferno

Da DARDI num.10:

La vita può essere una parodia di se stessa o semplicemente una scelta. Quando la banalità si insidia nelle viscere, l’orrore è sempre li vicino, in agguato, per rendere tutto normalizzante. Se dovessimo pensare al mondo di oggi, oltre al massacro in corso della guerra e al genocidio delle coscienze degli ultimi due anni e mezzo nell’epoca del contagio, potremmo, senza eufemismi, pensare al deserto. Nel deserto tutto propende all’identico e la questione più angosciante è che non se ne vede mai la fine, anche se strenuamente assettati da oasi di riparo.

Alfredo Cospito trasferito, il nuovo indirizzo

Alfredo Cospito

Casa Circondariale di Sassari “Giovanni Bachiddu”

Strada provinciale 56 n°4,

Località Bancali 07100

Sassari

Ricordo che da qualche tempo Alfredo è in regime di 41bis

Congegni: Il prossimo tuo

Il prossimo tuo noioso, uguale, sempre uguale a sé ed agli altri nei quali si specchia, specchio rivolto contro altri specchi, riflesso di un riflesso di un riflesso; smodato nei desideri quanto incapace di volontà, inelegante, livoroso, mente focomelica, modesto nel sentire, sordo, cieco ma ben dotato di ugola forte, democratico, egalitarista e per di più al ribasso, zavorra che ogni momento trascina nel pantano della mediocrità cui è figlio, amante e padre incestuoso, pavido nelle scelte e nella fantasia, incapace di creare, spia, birro, giudice, carnefice.

L’affine è un raro quanto piacevole accidente che occorre, talvolta, lungo la via dello Welschmerz.

Affinità: La grande farsa

Da Finimondo:

«Con un mito costruito con parole e diffuso attraverso la stampa e la radio, un pugno di ingegneri di anime ha fatto fare in passato il passo dell’oca alle popolazioni di mezza Europa. Oggi, con un mito costituito soprattutto da immagini e diffuso attraverso la stampa, la radio, la televisione ed internet, battaglioni di ingegneri di anime possono far fare lo struscio del verme all’intera umanità».
(La grande sfida, 2 giugno 2016)

Eccoci qui. Ridotti ad accontentarci di quanto ci viene concesso. A desiderare ciò che ci viene permesso. Ad interessarci di quanto ci viene spiegato. A guardare ciò che ci viene mostrato. Nient’altro, non c’è altro nelle teste e nei cuori. Ne prendiamo atto. Finita l’epoca del Grande Gioco, dell’avventura in cui lanciarsi a capofitto per giocarsi la vita al tutto per tutto, è diventato inutile proporre sfide che non fanno più spalancare gli occhi a nessuno. Ora che la sola preoccupazione assillante è garantirsi la sopravvivenza mediante il niente per niente, non resta che la miserabile scelta di quale ruolo ricoprire nella replica quotidiana di questo susseguirsi di atti insensati — al di là di qualsivoglia interpretazione logica o intuizione poetica — chiamato esistenza, commedia umana che si trascina facendo sempre più ricorso ad espedienti dozzinali e di pessimo gusto pur di destare una qualche attenzione.

Congegni: Sotto il tacco

“…Maledite i boia, imbecilli: i boia che siete, che sono tutti coloro che acclamano gli assassini, gli inquisitori… ” Albert libertad – arriva!…Arriva!…L’Alfonso! 25 Maggio 1905.

sotto il tacco l’italico si sente al sicuro, ha trovato il suo posto, il suo ruolo e poco importa il fastidio iniziale, l’umano è un animale di facile adattabilità, il tacco è il suo specchio, la sua patente di civiltà, la sua dimostrazione di fedeltà, il suo vero ed unico legame con gli altri prostrati.

Repressione: Aggiornamento sugli arresti del 16 marzo

Mercoledì 16 marzo a Roma sono stati tratti in arresto due compagni anarchici, Evelin e Gianluca. L’indagine e l’operazione repressiva sono frutto di un lavoro congiunto tra il ROS dei carabinieri e la DIGOS, coordinate dalla procura di Genova. I due compagni sono accusati di «detenzione di materiale esplodente ed esplosivo, tentata fabbricazione di ordigni esplosivi improvvisati e detenzione di materiale esplodente al fine di attentare alla pubblica incolumità», in concorso con ignoti.

Il 23 marzo Gianluca è stato trasferito agli arresti domiciliari. Attualmente (25 marzo) Evelin resta reclusa nel carcere di Rebibbia femminile.

Solidarietà rivoluzionaria con Gianluca ed Evelin e con tutti gli anarchici imprigionati!

L’indirizzo della compagna:

Evelin Sterni
C. C. di Roma Rebibbia femminile
via Bartolo Longo 92
00156 Roma

Affinità: Logiche di guerra

Da finimondo.org:

Campismo. Se al tempo della prima macelleria mondiale è divenuta celebre la terribile presa di posizione di Kropotkin in favore della vittoria di una parte degli Stati belligeranti e in nome della stessa speranza di emancipazione, ciò è avvenuto probabilmente perché essa incarnava il fallimento dell’internazionalismo e dell’antimilitarismo, malgrado le risposte date da altri anarchici. Una scelta di campo nemmeno originale, dal momento che i principali partiti socialisti e sindacati operai dell’epoca avevano dal canto loro già ceduto alle sirene dell’Unità nazionale, allineandosi dietro il proprio Stato bellicista. Pur essendo assurdo dimenticare che talvolta alcuni anarchici hanno vacillato sentendosi con le spalle al muro, e ciò si è verificato anche in altri tipi di situazioni come le guerre civili (ricordiamoci del dilemma «guerra o rivoluzione?» risolto a favore della prima da parte della direzione della CNT spagnola), sarebbe tuttavia affrettato limitarsi a considerare solo questo aspetto.

Repressione: Arrestati due compagni a Roma

Altri due compagni fagocitati dalla puzzolente bestia della repressione; giunge repentina l’ora che burattini e burattinai del dominio comincino nuovamente ad aver paura della loro ombra e che ognuna generi in loro un freddo brividuccio lungo la schiena. Comincerà o meno il divertimento?

Solidarietà a Gianluca ed Evelin.


Da Inferno urbano

Arrestati due compagni a Roma

All’alba di oggi, mercoledì 16 marzo, sono stati tratti in arresto a Roma un compagno e una compagna anarchici, Gianluca ed Evelin.

La procura che indaga è quella di Genova, su mandato del pm Federico Manotti, in un’operazione congiunta di Ros e Digos. Le accuse mosse ai compagni sono di “detenzione di materiale esplodente ed esplosivo, tentata fabbricazione di ordigni esplosivi improvvisati, nonché detenzione di materiale esplodente al fine di attentare alla pubblica incolumità”, in concorso con ignoti. La procura ha contestato anche l’aggravante di terrorismo, aggravante poi esclusa dal Gip che ha firmato l’arresto. Sono fissati per domani gli interrogatori di garanzia.

Per il momento i compagni sono rinchiusi nel carcere romano di Rebibbia.

A loro tutta la nostra solidarietà, come a tutti i prigionieri anarchici ancora rinchiusi nelle carceri sparse per il mondo.

Gli indirizzi a cui scrivere:

Gianluca Iacovacci
C. C. di Roma Rebibbia maschile
via Raffaele Majetti 70
00156 Roma

Evelin Sterni
C. C. di Roma Rebibbia femminile
via Bartolo Longo 92
00156 Roma

Congegni: Bonjour Madames et Monsieur, il est en chemin, c’est la Guerre!

Eccola al passo dell’oca che s’avvicina, signora Guerra. Non l’anelata Guerra Sociale che sta incanutendo in sala d’attesa, ma la solita vecchia guerra, quella dei “padroni” che magari oggi non hanno una faccia ben riconoscibile come i tempi che furono ma la sostanza, quella si, è sempre la medesima, il capitale che per rilanciare la propria ingordigia fagocita menti e corpi nella retorica dell’economia di guerra, dove a pagare sono sempre gli stessi, come a guadagnarci del resto, e l’industria bellica pesante intanto prospera.

Letture: Giuseppe Ciancabilla – il momento d’Italia (estratto)

(…) Ed ora il suo cinismo è giunto al colmo colla presentazione delle nuove leggi restrittive, le quali mettendo il bavaglio alla stampa, dando in mano al governo ogni associazione ed ogni individuo che gli dia noia, legalizzando senza che nessuno possa poi lamentarsi “d’illegalità” (il tema favorito dei piagnucolamenti socialisti) tutto ciò che ora è arbitrio, violazione dello statuto, capriccio, infamia governativa. In una parola, Pelloux vuole legalizzare e rendere permanente, stabile, con tanto di voto supino della camera e del senato, la reazione più feroce, l’oppressione più odiosa, lo sgoverno più assoluto.