Firenze: Aggiornamenti, scarcerati alcuni ribelli

Dalle paginacce dell’organo di questura Repubblica Firenze (scusate la volgarità della fonte) si apprende che dopo l’interrogatorio di garanzia tenutosi a Sollicciano a carico dei 6 Anarchici arrestati due giorni fa in pompa magna dai birri gigliati 5 sono stati scarcerati non essendo stati ravvisati indizi compatibili con il sequestro da parte dello stato, resta in carcere solo Salvatore che sarebbe incastrato dal ritrovamento del suo DNA sulla scena del fatto. Si attendono gli interrogatori dei due detenuti fuori Firenze.

 

Comunicato sugli arresti di Firenze.

da CNA:

AL MOVIMENTO ANARCHICO INTERNAZIONALE

Firenze, il 21 aprile 2016 qualcuno attacca con molotow la caserma dei carabinieri sita a Rovezzano, periferia fiorentina.

Firenze, 1 gennaio 2017 un ordigno esplosivo collocato all’esterno della libreria vicina a Casa Pound denominata “Il Bargello”, esplode tra le mani di un artificiere della polizia di stato, il quale resta gravemente ferito.

Arresti di Firenze, gli indirizzi dei ribelli

Di seguito gli indirizzi:

Nicola Almerigogna
Giovanni Ghezzi
Sandro Carovac
Salvatore Vespertino
Micol Marino
Marina Porcu
c.c. Sollicciano via Minervini 2r 50142 Firenze

Roberto Cropo
c.c. Regina Coeli via Della Lungara 29 00165 Roma

Pierloreto Fallanca
Via Paolo Perrone 4 73100 Lecce

Firenze: SGOMBERO RIOTTOSA ED ARRESTI!

Stamani giovedì 3 agosto sono partite le operazioni di sgombero della Riottosa del Galluzzo; 8 compagni pare siano in stato di arresto e l’ accusa dovrebbe essere piuttosto pesante: tentato omicidio in relazione alla molotov lanciata da ignoti contro una caserma dei Carabinieri. Per ora non si sa di più.

Sento di esprimere, per quel che conta, tutta la solidarietà possibile ai compagni sgomberati ed a quelli sequestrati in questura, un abbraccio e viva l’Anarchia!

Appena avrò news aggiornerò..

Firenze: Sgombero Villa Panico, arresti, obblighi di dimora e firme…

Nella giornata di ieri (31.1.2017) 250 birri hanno attaccato Villa Panico alla ricerca delle solite armi e dei soliti esplosivi; il risultato è stato di 3 arresti domiciliari (due eseguiti, una compagna pare uccel di bosco) e altri sette provvedimenti fra obblighi di dimora e di firma, in tutto gli indagati sarebbero 35.

Subito i pennivendoli di regime, recependo le veline provocatorie della questura e dopo aver rese note le accuse “…di aver costituito un’associazione a delinquere in seno ai predetti ambienti, che ricorreva alla pratica della violenza per affermare la propria ideologia” si sono spinti a delineare una struttura fortemente gerarchica costituita da leaders e gregari, struttura che non solo non esiste ma che cozza in pieno con le idee e la pratica Anarchica…ma non voglio certo fare le pulci alle accuse tendenziose o a fantasiose e provocatorie costruzioni di giornalisti e magistrati perché so, e sappiamo, che costoro non fanno altro che il loro sudicio lavoro di cani da guardia e narratori del “buon” dominio, quindi nulla di strano che attacchino e mistifichino.

Quel che mi preme affermare e ribadire è la vicinanza e la solidarietà con i colpiti da questo ennesimo attacco della repressione, sapendo che quest’ultima non fermerà la mano ribelle, che risponderà colpo su colpo.

Viva l’Anarchia! Morte all’autorità!

Seguiranno aggiornamenti..

Ercolano: Scontri con i fascisti e anarchici fermati…

Nella giornata di ieri 15 novembre, in quel di Ercolano, 6 fascisti di casapound sono rimasti a terra con la testa rotta dopo un tentativo di aggressione ai danni dello spazio anarchico vesuviano. A seguito di ciò il sopraggiungere di ogni sorta di servo in divisa ha spinto i compagni a rimanere barricati all’interno dello spazio fino a sera, momento in cui hanno deciso di rompere il blocco dei birri. Nel parapiglia che ne è seguito alcuni riescono a darsi alla macchia, mentre un abitante del quartiere solidale con i resistenti, un solidale sopraggiunto a dar man forte e due anarchici presenti nella sede sono stati fermati ed uno processato per direttissima stamane.

Arresti anarchici…

E’ di stamane la notizia di una nuova operazione repressiva ordita dalla procura di Torino volta a colpire la FAI informale, brutta sporca e cattiva, che nulla ha a che vedere -come scrivono molti pennivendoli- con la fai – federazione anarchica italiana, i cui appartenenti saranno finalmente contenti di aver raggiunto anche sui media “ufficiali” la tanto sospirata patente di rispettabilita: questa volta almeno non dovranno dissociarsi pubblicamente.

L’operazione denominata “Scripta manent” ha portato a numerose perquisizioni in tutta italia ed all’arresto di 7 ribelli, accusati di svariate azioni.

Riguardo le modalità procedurali dei laidi spioni al soldo del dominio nulla di nuovo, il tentativo è già palesemente svelato, per l’ennesima volta si tenterà di affibbiare il reato associativo costruendo sulla carta strutture e gerarchie, tanto ridicole quanto scontate; ma lasciamo stare certe valutazioni e rimandiamole, nel caso, a quando il quadro sarà più chiaro, preme ora soltanto -e per quel che conta- esprimere tutta la solidarietà possibile ai 7 ribelli presi in custodia dal dominio, ben consci che sapranno affrontare a testa alta le sferzate della repressione come già hanno fatto Alfredo e Nicola, anche loro attori forzati di questa nuova sceneggiata del potere.

Solidarietà ai ribelli della terra, che il fuoco continui a bruciare, anche per loro!

AFFINITA’: Quale solidarietà?

«Prima vennero a prendere gli… »
Avete presente i celebri versi solitamente attribuiti al drammaturgo Bertolt Brecht, il cui autore originale è il meno noto pastore protestante luterano Martin Niemöller? Ecco, quei versi semplici ed immediati costituiscono al tempo stesso una critica all’indifferenza di fronte al male, foriera di gravi conseguenze, ed una osservazione sulla sua natura. Ci fanno intuire sia la causa che l’effetto dell’indifferenza. Siamo privi di reazione davanti al male quando e perché colpisce gli altri, lontano da noi. Ecco il motivo per cui non interveniamo, sia per non entrare in contatto col male stesso, sia perché la cosa in fondo non ci riguarda. Questa indifferenza tuttavia permette al male di crescere, di rafforzarsi, di diffondersi, aumentando di conseguenza la probabilità di rimanere a nostra volta sue vittime. Perciò la nostra mancanza di interessamento, che nel breve periodo ci ha magari posti al riparo, a lungo termine si è rivelata non solo inutile, ma persino letale. Perché il male non si arresta da solo.

Solidarietà: Imporre l’ordine morale a colpi di martello – Comunicato della Discordia

Di seguito il comunicato della biblioteca Anarchica La Discordia di Parigi scritto a seguito dell’ennesimo attacco perpetrato verso ai suoi locali. Pur non condividendo totalmente alcuni punti di vista espressi nello scritto esprimo tutta la mia solidarità agli animatori della biblioteca, sia per la stima che mi lega ad alcuni di loro, sia perché so bene che l’iconoclastia di pensiero non è mai digerita dagli autoritari del pensar unico, si tratti di sinistri politicanti, o di anarchici portatori esclusivi della fiaccola della verità. Certo non saranno scritte o martellate a farci desistere dal pensare ed agire come la nostra testa ci suggerisce, con buona pace dei fasciomovimentisti lontani e vicini…
M. Parassita da tastiera
“Non vogliamo recuperare nessuno. Ma vogliamo camminare sempre, notte e giorno, in compagnia dell’uomo, di tutti gli uomini. Si tratta di non stiracchiare troppo la carovana, perché altrimenti ogni rango percepisce appena quello che lo precede e gli uomini che non si riconoscono più si incontrano sempre meno, si parlano sempre meno.”
Frantz Fanon, I dannati della terra.


Nella notte del 21 aprile 2016, tutti i vetri della Discordia sono stati distrutti a colpi di martello. A fianco é stata fatta una scritta: “razzista”.

È la terza volta che i nostri locali ricevono questo genere di visite notturne:

La Discordia : «Tags» sulla biblioteca anarchica La Discordia
La Discordia : Scarabocchio ha scarabocchiato – bis repetita placent

Questa volta ancora, si tratta di prendersela con La Discordia perché essa ha espresso pubblicamente un rifiuto rivoluzionario non negoziabile dei ricatti politici della religione e del razzialismo, che pesano sull’estrema sinistra a partire dagli attentati del 2015 a Parigi. Si tratta di vietare un discorso, di arrogarsi il potere di decidere chi può parlare e quello che deve essere detto. Nell’insieme, si tratta di giochi di potere mafiosi per imporre un’egemonia politica su un movimento in declino, con le armi sempre morali della colpevolezza e del risentimento. E se fin qua tutti avevano già più o meno espresso il proprio sostegno di fronte ai due “attacchi” precedenti, ma in modo più o meno informale, è alla solidarietà che chiamiamo oggi. Una solidarietà pubblica e visibile, nella quale ciascuno potrà mettere di ciò che è, piuttosto che accodarsi tutti dietro la stessa bandiera, come fanno i nostri attuali nemici. Non chiediamo quindi a nessuno di accodarsi dietro alla Discordia o le sue prospettive anarchiche particolari, ma piuttosto di allargare la questione, esprimere il fatto che questo rifiuto non appartiene solo a qualcuno, ma a tutti i rivoluzionari, che è costitutivo di ogni pensiero emancipatore.

Affinità: Quando il giudice diventa giusto

Come non condividere? Come non pensare che in questo periodo storico in Italia addirittura alcuni anarchici se ne stanno a fianco degli Imposimato e dei Pepino, evidentemente giudici buoni anche per i palati di questi rivoltosi che però da bravi autoritari non tollerano chi non si allinea alle loro schifezze…

https://thehole.noblogs.org/post/2016/04/20/quando-il-giudice-diventa-giusto/

Il continuo inno alla magistratura greca mi costringe ad uscire di nuovo dal mio silenzio.

Ma facciamo un passo indietro per i più distratti. In seguito alla manifestazione NoExpo del 1 maggio vengono arrestati 5 compagni italiani con l’accusa di devastazione e saccheggio e 5 compagni greci vengono raggiunti da avvisi di garanzia e da richiesta di espatrio da parte dei giudici italiani, con la medesima accusa. I giudici greci rispondo no, niente espatrio. Nel codice penale greco non esiste il reato di devastazione e saccheggio, e non è riconosciuta la responsabilità collettiva, ma solo quella individuale.