Letture: Cesare Stami – Odio i politicanti

Un personaggio che non conoscevo, figura obliata negli annali del perbenismo anarchico che da sempre ha guardato con malcelato fastidio  quegli individui che non si sono sottomessi alla morale dei bravi rivoluzionari amanti delle folle e grondanti livore verso chi non ripetesse la solita liturgia religiosamente anarchica, fiore selvaggio a guisa di un Novatore, di un Filippi anche oggi i suoi scritti, ne sono certo, provocheranno seri pruriti ai politicanti dell-anarchismo. Una piacevole scoperta.

M.


L-introduzione del libro:

«Il solo espropriatore italo-americano su cui la letteratura anarchica 
non ha nulla da dire è Cesare Stami, anarchico individualista selvaggio…»
Nunzio Pernicone
Carlo Tresca and the Sacco-Vanzetti Case
La prima volta che ci siamo imbattuti nella sua ombra è stato oltre una decina di anni fa. Per caso, per puro caso. Eravamo in una biblioteca anarchica e stavamo sfogliando una vecchia rivista, di quelle ingiallite dal tempo, pubblicata alla fine degli anni 20 da individualisti italiani emigrati negli Stati Uniti.
A un tratto l’occhio ci è caduto su un articolo commemorativo in cui si rendeva omaggio ad un anarchico italiano sepolto e dimenticato da tutti. Oltre a venire descritto come un uomo pieno di virtù e di vizi, dal pensiero provocatorio e iconoclasta, insofferente ad ogni morale (compresa quella cara a certi anarchici), veniva anche ricordato per essere stato un temibile fuorilegge, ammazzato alcuni anni prima in un agguato dalla polizia. Ecco perché, sospirava l’autore del testo, «la tacita congiura del silenzio e dell’oblio si è fatta attorno al suo nome».
Il suo nome era Cesare Stami.

Affinità: Tempo al tempo

Da Finimondo:
«Se si sale sul treno sbagliato, non serve a nulla correre lungo il corridoio nella direzione opposta»
Dietrich Bonhoeffer
Così diceva un pastore luterano tedesco, fucilato dai nazisti per la sua partecipazione alla resistenza. Sarà anche stato un teologo servo di Dio, ma queste sue parole ci vengono sempre in mente quando sentiamo i buoni propositi sbandierati da chi, in piena conoscenza di causa, è salito sul treno sbagliato. Come tutti sanno, il treno è un mezzo di viaggio particolare poiché corre su binari prestabiliti. Non è il conducente né sono i viaggiatori a scegliere a proprio piacimento la destinazione. Il treno va dove deve andare, perché non può certo invertire rotta.

Affinità: E che vuol dire?

Da Finimondo:

«Le civiltà di massa hanno innalzato il rumore al rango di eco collettiva. Siamo arrivati al punto in cui il rumore rassicura. Il rumore ha in effetti molti meriti non trascurabili. Crea una sorta di falsa unanimità e, al tempo stesso, abolisce l’individuo, intorpidisce la coscienza. Per questo motivo, è caro all’orecchio della società. Annega ogni significato coerente nel caos di un parlare indistinto.
Il rumore è il linguaggio attuale dell’Umanità».
Georges Henein 
Ormai il fenomeno ha assunto dimensioni tali da suscitare forti preoccupazioni in chi non ne è coinvolto. Sta letteralmente dilagando in tutto il pianeta, come una pandemia. Secondo statistiche redatte da chissà chi, il nostro belpaese è il più colpito in Europa subito dopo la Turchia (e al pari della Spagna). Ne sarebbe affetta l’80% della popolazione, una cifra vertiginosa. Gli addetti ai lavori lo chiamano analfabetismo funzionale: la capacità di leggere e scrivere accompagnata dall’incapacità di comprendere il significato di ciò che si legge e scrive. I suoi sintomi sono quindi immediatamente percepibili da chi ne è immune: mancanza di idee, assenza di spirito critico, scarsa conoscenza, lessico limitato, al massimo alcune opinioni raccattate qua e là e ben confuse. Di un discorso non viene mai colto il senso generale, ma solo qualche dettaglio particolare. Gli analfabeti funzionali sono quelli che, quando il dito indica la luna, in perfetta buona fede ruttano commenti banali sull’unghia.

Importante – La Cassa di Croce Nera Anarchica cambia Iban

Agenzia Poste Italiane

Intestato a: Omar Nioi

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Zo d’Axa, Andiamo individuali…

«Andiamo- individuali, senza la Fede che salva e che acceca. Il nostro disgusto per la Società  non genera in noi convinzioni immutabili. Ci battiamo per la gioia delle battaglie e senza il sogno di un futuro migliore. Cosa ci importa dei domani che non giungeranno che tra alcuni secoli! Che ci importa dei pronipoti! E’ al di fuori di tutte le leggi, di tutte le regole, di tutte le teorie- anche anarchiche- è sin dall’istante, sin dall’ora, che vogliamo lasciarci andare alle nostre pietà , alle nostre passioni, alle nostre dolcezze, alle nostre rabbie, ai nostri istinti- con l’orgoglio di essere noi stessi». [“Nous” (Noi), in: L’en dehors, 1891].

L’uomo sbagliato

Io sono un uomo sbagliato. Ma sono quel che sono, non importa cosa. E il gracidare di queste multicolori cornacchie altro non serve che a rallegrare la mia nobile e personale saggezza. Non udite, o scimmie apostoliche dell’umanitā e del divenire sociale, qualche cosa che rimbomba al di sopra dei vostri fantasmi? Udite!, Udite! E’ lo scrosciare saettante delle mie furibonde risate, che su nell’alto rimbomba!

Renzo Novatore

Essi stanno bene nel fango d’onde non bisogna toglierli neanche per vituperarli.

Bruno Filippi

In un angolo della stanza da un ammasso confuso di cianfrusaglie un profluvio di labari erutta come vomito coprendo di una coltre di bitume immagini familiari, figure perse nel tempo ma vive nello sguardo, lontane nelle azioni, distanti nelle intenzioni…di chi? Non capisco, perché sono li, loro, io…chi c’è nella stanza con me, qualcuno c’è; chi ha ammassato tanti ricordi, altrui ma miei e di altri, di nessuno?

A. Libertad: È l’elettore, il criminale!

Tu ti lamenti: ma sei tu che vuoi la conservazione del sistema in cui vegeti. Di tanto in tanto ti ribelli, ma per ricominciare ogni volta da capo. Sei tu che produci tutto, che ari e semini, che martelli e tessi, che impasti e trasformi, che costruisci e fabbrichi, che alimenti e fecondi!

Finimondo: A proposito di anarchismo e (crisi di) identità

da Finimondo:
Un testo intitolato “Contro” l’anarchismo. Un contributo al dibattito sulle identità, già apparso lo scorso novembre in Spagna sul periodico Solidaridad Obrera (organo ufficiale della CNT), è stato da poco tradotto in francese e pubblicato sul sito lundi.am (organo non ufficiale del Comitato Invisibile). Questa fin troppo plateale corrispondenza di politicosi sensi fra sindacalisti libertari spagnoli ed intellettuali blanquisti francesi, entrambi bramosi di organizzare gli altri, ci sembra troppo interessante e troppo interessata per essere ignorata. Difficile imbattersi in una più ipocrita lezione impartita a chi non trova posto in questo mondo.
Abbiamo così pensato bene di rendere pubblico anche qui in Italia questo imbarazzante testo. E abbiamo pensato male di farlo seguire da un nostro imbarazzato contributo.

Firenze: Aggiornamenti, scarcerati alcuni ribelli

Dalle paginacce dell’organo di questura Repubblica Firenze (scusate la volgarità della fonte) si apprende che dopo l’interrogatorio di garanzia tenutosi a Sollicciano a carico dei 6 Anarchici arrestati due giorni fa in pompa magna dai birri gigliati 5 sono stati scarcerati non essendo stati ravvisati indizi compatibili con il sequestro da parte dello stato, resta in carcere solo Salvatore che sarebbe incastrato dal ritrovamento del suo DNA sulla scena del fatto. Si attendono gli interrogatori dei due detenuti fuori Firenze.

 

Comunicato sugli arresti di Firenze.

da CNA:

AL MOVIMENTO ANARCHICO INTERNAZIONALE

Firenze, il 21 aprile 2016 qualcuno attacca con molotow la caserma dei carabinieri sita a Rovezzano, periferia fiorentina.

Firenze, 1 gennaio 2017 un ordigno esplosivo collocato all’esterno della libreria vicina a Casa Pound denominata “Il Bargello”, esplode tra le mani di un artificiere della polizia di stato, il quale resta gravemente ferito.