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Posts by M, Individuo

Rivoluzione “anarchica”(?) – tra delatori, comunisti ed altre amenità

Rivoluzione anarchica (https://www.rivoluzioneanarchica.it), che nome altisonante per un aggregatore di notizie; Rivoluzione anarchica, che nome sfrontato per un sito che pubblica senza decenza e dimostrando poca conoscenza e senso critico notizie espunte da siti genuinamente rivoltosi accanto ad altri di infami delatori antianarchici come ad esempio Infoaut, vi ricordate ancora il Burrabacio      (https://anarchicipistoiesi.noblogs.org/post/2015/01/16/azione-diretta-e-sabotaggio-dissociazione-e-delazione-e-il-momento-di-scegliere-senza-piu-esitare/)?

Rivoluzione anarchica, nome singolare per un sito/accozzaglia che raccoglie séco delatori, autonomi, comunisti da operetta, rifondaroli, gretini e quant’altro…la domanda che mi pongo è…come diavolo sono finiti i miei soliloqui su cotanta pagina? A che pro e soprattutto come mai non si degnano, previa richiesta, di espungermi da tal pattumiera digitale? Chissà…e chissà chi saranno i sagaci estensori di cotanto qualunquismo digital-rivoltoso degno del più sprovveduto quattordicenne appena affacciatosi al palchetto della rivolta senza capirci granché ma affascinato dai fuochi accesi nelle notti di clangore sedizioso.

Ah! Quanto gradirei essere obliato da certi personaggi…e dalle loro AI…ma ora basta, lo sfogo annoia, c’è altro da fare.

Affinità: Commmedia Tragica

Lei è una consigliera del Principe inviata oltre confine che oggi dichiara di essere molto «scossa». Grazie ai suoi graziosi servigi, riteneva di meritarsi solo prebende, onori, interviste, applausi. Mai avrebbe pensato di venire svegliata di soprassalto nel cuore della notte perché una delle sue auto era stata data alle fiamme. Mai avrebbe pensato di correre un simile «rischio», a suo dire «inaspettato». In fondo è solo una diplomatica, la rappresentante all’estero di uno Stato. Chi mai potrebbe volergliene solo per questo?

Affinità: Cent’anni e la solitudine

da AbIrato:

Ci sono due fatti storici avvenuti ad un mese di distanza l’uno dall’altro, che nella mia mente rimangono strettamente legati. Uno (celeberrimo) mi evoca l’altro (sconosciuto ai più). Ecco perché il clamore suscitato dal centenario dell’evento che ha segnato l’ascesa al potere del fascismo, la marcia su Roma del 28 ottobre 1922, non poteva che far riaffiorare nella mia mente la scomparsa dell’anarchico Renzo Novatore, bandito e poeta, ucciso dai carabinieri nel corso di un conflitto a fuoco il 29 novembre di quello stesso anno nei pressi di Genova. E se un mese fa sul primo anniversario si sono sprecate fin troppe parole, oggi c’è da scommettere che il secondo verrà ricordato a malapena a Novi Ligure, dove la locale caserma dei carabinieri è intestata proprio al maresciallo che uccise l’autore di Verso il Nulla creatore (venendo subito dopo abbattuto dal più famoso dei novesi, Sante Pollastro).

Affinità: Astrazione e perdita del significato

“Pensiero e dinamite, il pensiero per sollevare i deboli, la dinamite per abbattere i potenti”.
(Paolo Schicchi)

La pochezza dei tempi non avviene per caso. Per chi ha un mondo da demolire, astrazione e insignificanza stanno sempre più divenendo spettri. Da una parte è chiaro come un sistema estremamente tecnologico renda l’alienazione astratta: reale e virtuale tendono a mischiarsi e il sentire ne viene divorato. Che fare quando l’avvilimento emerge in tutta la sua inconsistenza nel vissuto? Quando si percepisce la stasi ma non se ne vuole vedere la sostanza? Questa greve alienazione senza peso è legata fortemente alla perdita del significato di ogni parola. Con chi discutere se tutto è diventato incomprensibile? Se la giustapposizione ha offuscato la contrapposizione? Se si può dire questo e fare il suo perfetto contrario? Se si considera la vita separata dalla sopravvivenza perché tanto questa separazione rende comodo il fatto di sommergere nella sicurezza del bisogno, piuttosto che inoltrarsi nella selva oscura della libertà desiderata e inafferrabile?

AFFINITA’: Presenzialismo

Condivido ogni virgola, ogni spazio, ogni presa di fiato. M.

Da AbIrato:

Poco sollievo si prova nell’essere anarchici, sapendo fin dal principio che non ne trarremo alcuna gloria o fortuna. Sicuramente vi è l’idea di non essere indispensabili. Poter agire secondo il nostro sentire dovendo rendere conto soltanto a noi stessi. Nostra è la scelta di lottare quanto quella di smettere.

Congegni: La campana.

Non c’è motivo di dire qualcosa a un altro che non sente e non può capire.
Oscar Wilde – De Profundis.

La vostra campana che suona a morto.

Ore 3 e 27, un Venerdì.

Come state, come vi Sentite? Si dice che la speranza sia l’ultima a morire ma non sentite sempre più approssimarsi i rintocchi della campana? O sono ancora troppo confusi fra il chiacchiericcio populista, nel vaniloquio dell’andar per folle come apostoli della rivoluzione?

Affinità: Nel deserto, l’inferno

Da DARDI num.10:

La vita può essere una parodia di se stessa o semplicemente una scelta. Quando la banalità si insidia nelle viscere, l’orrore è sempre li vicino, in agguato, per rendere tutto normalizzante. Se dovessimo pensare al mondo di oggi, oltre al massacro in corso della guerra e al genocidio delle coscienze degli ultimi due anni e mezzo nell’epoca del contagio, potremmo, senza eufemismi, pensare al deserto. Nel deserto tutto propende all’identico e la questione più angosciante è che non se ne vede mai la fine, anche se strenuamente assettati da oasi di riparo.

Alfredo Cospito trasferito, il nuovo indirizzo

Alfredo Cospito

Casa Circondariale di Sassari “Giovanni Bachiddu”

Strada provinciale 56 n°4,

Località Bancali 07100

Sassari

Ricordo che da qualche tempo Alfredo è in regime di 41bis

Congegni: Il prossimo tuo

Il prossimo tuo noioso, uguale, sempre uguale a sé ed agli altri nei quali si specchia, specchio rivolto contro altri specchi, riflesso di un riflesso di un riflesso; smodato nei desideri quanto incapace di volontà, inelegante, livoroso, mente focomelica, modesto nel sentire, sordo, cieco ma ben dotato di ugola forte, democratico, egalitarista e per di più al ribasso, zavorra che ogni momento trascina nel pantano della mediocrità cui è figlio, amante e padre incestuoso, pavido nelle scelte e nella fantasia, incapace di creare, spia, birro, giudice, carnefice.

L’affine è un raro quanto piacevole accidente che occorre, talvolta, lungo la via dello Welschmerz.

Affinità: La grande farsa

Da Finimondo:

«Con un mito costruito con parole e diffuso attraverso la stampa e la radio, un pugno di ingegneri di anime ha fatto fare in passato il passo dell’oca alle popolazioni di mezza Europa. Oggi, con un mito costituito soprattutto da immagini e diffuso attraverso la stampa, la radio, la televisione ed internet, battaglioni di ingegneri di anime possono far fare lo struscio del verme all’intera umanità».
(La grande sfida, 2 giugno 2016)

Eccoci qui. Ridotti ad accontentarci di quanto ci viene concesso. A desiderare ciò che ci viene permesso. Ad interessarci di quanto ci viene spiegato. A guardare ciò che ci viene mostrato. Nient’altro, non c’è altro nelle teste e nei cuori. Ne prendiamo atto. Finita l’epoca del Grande Gioco, dell’avventura in cui lanciarsi a capofitto per giocarsi la vita al tutto per tutto, è diventato inutile proporre sfide che non fanno più spalancare gli occhi a nessuno. Ora che la sola preoccupazione assillante è garantirsi la sopravvivenza mediante il niente per niente, non resta che la miserabile scelta di quale ruolo ricoprire nella replica quotidiana di questo susseguirsi di atti insensati — al di là di qualsivoglia interpretazione logica o intuizione poetica — chiamato esistenza, commedia umana che si trascina facendo sempre più ricorso ad espedienti dozzinali e di pessimo gusto pur di destare una qualche attenzione.