Affinità: Azione diretta-(Comunicato) Le fate non saranno mai elettriche!

da Finimondo.org

Fin dall’infanzia siamo presi in ostaggio dal mondo moderno, che ci vanta i pregi della sicurezza facendoci dimenticare, grazie ad una serie di promesse via via non mantenute, la rilevante dose di asservimento che ci tocca accettare in cambio del progresso.
Mentre gli orizzonti che si stagliano davanti all’avanzata della civiltà si fanno sempre più cupi — con la devastazione degli spazi selvaggi, il crescente addomesticamento della vita, l’artificializzazione degli esseri — il mondo continua la sua corsa sfrenata, sempre più dipendente dalle infrastrutture energetiche e dai prodotti che queste consumano e producono: petrolio, uranio, elettricità.

Letture: Günther Anders, estratto da “L’uomo è antiquato”

“Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna farlo in modo violento. I metodi come quelli di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più in mente agli uomini. L’ideale sarebbe formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate.

Letture: Individuo e terrore di Leo Löwenthal

da Finimondo:

Secondo un’opinione ampiamente condivisa, il terrore fascista è stato solo un effimero episodio della storia moderna e per fortuna ora si trova alle nostre spalle. Non riesco a condividere tale parere. Ritengo piuttosto che il terrore sia profondamente radicato nella dinamica della civiltà moderna, in particolare nella moderna organizzazione economica. La riluttanza ad affrontare senza riserve questo fenomeno in tutte le sue implicazioni è già di per sé un sintomo subliminale del terrore. Indubbiamente per quanti vivono nel terrore è pressoché impossibile riflettere su di esso e ampliare la conoscenza dei suoi meccanismi. Ma questa spiegazione non basta certo a comprendere il sorprendente riserbo, se non addirittura la rassegnazione, messa in mostra dal mondo occidentale, pur così amante dei fatti, dinanzi al terrore totalitario. L’Occidente ha esitato davanti ai fatti del terrore fascista, sebbene fossero resi disponibili da fonti affidabili, finché questi non gli sono stati scaraventati addosso negli orrori senza veli di Buchenwald, Oswiecim, Belsen e Dachau. Esita oggi davanti ai fatti del terrore successivo alla fine della guerra militare. All’irrigidimento al servizio dell’autoconservazione, che regna nei paesi in preda al terrore, sembra fare riscontro, nel cosiddetto «mondo libero», una rimozione psichica di massa, una fuga inconscia davanti alla verità.

Congegni: Mentre il colore sbiadisce

Obbiettivi, vogliono tutti un obbiettivo, lo cercano lo vedono da lontano, lo amano, lo inseguono e frustrati si accorgono che nonostante gli sforzi la distanza non si colma.

Affinità: Potrei, ma non voglio (COMUNICATO)

Ricevo e diffondo:

Potrei convincermi che tutte le centrali nucleari siano affidabili. Ma non voglio. Ho ancora in mente Hiroshima, Nagasaki, Chernobyl, Fukushima… Quando la terra si contamina per sempre, i soliti personaggi al potere ci dicono che non c’è più niente da fare.

Potrei considerare le guerre come qualcosa di necessario per battere nemici che sembrano invincibili. Ma non voglio. Tutte le morti provocate dai conflitti fra gli Stati hanno solo potenziato il loro dominio sugli individui attraverso genocidi, massacri e carestie.

Congegni: FAItzer, ovvero della “responsabilità” cieca

Bene bene, dopo i fatti di Milano del 1 Maggio 2015 dove la Fai (scusate il termine eccessivamente volgare) agì come un vero e proprio apparato sbirresco mostrando il proprio autoritarismo sempre meno velato, arriviamo all’oggi e alle varie federazioni territoriali che si spendono in una campagna di “responsabilità” che puzza decisamente di collaborazionismo -e oh, scusate ma l’odore pare proprio quello, ma magari potrei sbagliarmi- e volontà ancor meno velata di controllo sulle bell’anime anarcofederate; la responsabilità si sa, è pane per i denti di alcuni anarchici e diavolo, dev’essere proprio un buon pane se si accetta di mangiarlo nonostante chi lo cucina non si sia dimostrato, anche in un passato non troppo lontano, proprio un buon cuoco.

Affinità: Interventismo Covid

Condivido e…condiviso l’analisi della situazione attuale esplicata nel testo…

da Inferno urbano:

Noi riteniamo che l’internazionalismo sarà possibile solo quando le nazioni saranno libere, poiché là dove l’odio divide l’irredento dall’oppressore, ogni altro problema economico e politico non può trovare soluzione”. […] La neutralità, oggi, è per tutti solamente un abbietto egoismo nazionale; essa è la precisa negazione dell’internazionalismo materiato di solidarietà e di sacrificio, che ci hanno spinto sui campi della Francia, della Grecia, del Messico, della Serbia”. […] L’inerzia è vigliaccheria e la neutralità, che ancora disconosce la volontà popolare, è tradimento. E’ l’ora dell’azione!”.

20 settembre 1914. Manifesto degli Anarchici e Rivoluzionari Interventisti

Passeggiavo nei boschi con unx compagnx. Parlavamo mentre le foglie si aprivano di primavera, i fiori emanavano vita bianca e sussurri di crescite, di trasformazioni… e a fondo valle le petroliere segavano l’acqua con la loro scia di morte scura, un elicottero pattugliava il cielo, le cave divoravano le viscere delle montagne, sventrando l’essenza stessa di ciò che è meritevole, per me, di considerarsi vita. Mistero.

Affinità: Il sonno della ragione genera mostri

Da Roundrobin:

Riflessioni e accenni su Anarchicx e Mondo-Covid

Questo testo nasce dalla volontà di esprimere dubbi e perplessità (e anche un po’ di preoccupazione lo ammetto) su come avverto che si stia vivendo, in ambito anarchico in questa parte di mondo, la situazione legata alla ristrutturazione sistemica in atto, avviata sulla scia della Grande Narrazione del Covid-19. Situazione, questa, che non vorrei definire con nessuna parola d’ordine del potere tipo “Pandemia” o “Crisi Sanitaria” (perché le “parole contenitore” della propaganda semplificano troppo la realtà) e che per convenzionalità chiamerò “ristrutturazione sistemica in atto”. Nel pratico è ciò che stiamo vivendo tuttx tutti i giorni, che abbiamo visto svilupparsi, montare, arrivare da lontano; prima solo sugli schermi poi nella realtà. All’ipervelocità di questo esistente smart e iperconnesso si è prefigurata nell’etere dello spettacolo e poi si è concretizzata nella realtà dello Stato di polizia-sanitario, la più imponente e rapida e uniforme affermazione di uno “strumento di trasformazione e controllo” a livello globale che il mondo moderno ricordi. Sicuramente l’evento planetario che, da quando sono al mondo, ha più visibilmente sconvolto e influenzato la vita della popolazione umana (e purtroppo non solo) quasi nella sua totalità.

Ciao Giorgino

Se n’è andato un caro compagno, Anarchico anche se non più militante da anni ma coerente sino in fondo. Che la terra ti sia lieve, ciao Giorgino.

Individui: Zo d’Axa

Zo d’Axa, vero nome Alphonce Gallaud de la Pérouse è nato in una famiglia borghese il 24 maggio 1864 a Parigi.

Discendente del navigatore Gallaud de la Pérouse, nipote del fornitore di latte al principe imperiale, è il figlio di un alto funzionario delle ferrovie di Orléans diventato in seguito ingegnere del municipio di Parigi. Sua sorella Marie, passerà molti anni in Tibet in cui viaggerà vestita da uomo in compagnia di uno sherpa. Nel 1929 pubblicò una storia del buddismo.